CULTO


La Chiesa

La chiesa di Mosche ha origine nel 1631 quando in una situazione di pestilenza, la popolazione sentì l’esigenza di un appoggio morale.

Questo luogo di culto fu dedicato a San Grato Vescovo e Sant’Anna.

La cappellania della frazione Mosche fu istituita nel 1695 e l’anno successivo la chiesa fu dotata di campanile e campana; annessa alla Chiesa vi era anche una casa a disposizione del prete.

Questo avvenne per concessione del nobile Capitano Carlo Simone Saraceno che esercitava il potere in questa zona.

Successivamente fu annessa alla chiesa la Sacrestia.

All’interno di questo luogo sacro nonostante la sua semplicità possiamo osservare interessanti dipinti.

All’interno della Chiesa è conservata una reliquia di San Giovanni Bosco.

Anche la frazione Mosche ha pagato un tributo di sangue nelle due guerre mondiali con sette morti nella prima e cinque nella seconda, una lapide posta sulla facciata della chiesa ne rende viva la memoria.


Chiesa e dettaglio lapide caduti

 

I Piloni

A testimonianza della fede della popolazione sono presenti due piloni, uno situato in via Sant’Elena e l’altro, eretto nei primi anni ‘60, all’inizio di via San Secondo.


Pilone di via Sant’Elena



Pilone di via San Secondo

 

I Santi patroni

San Secondo

La Frazione Mosche ha dedicato la sua Chiesetta al Martire San Secondo e lo festeggia la settimana dopo la festa del Beato Angelo Carletti di Chivasso.

San Secondo militò nella Legione Tebea come luogotenente del suo capo San Maurizio, al tempo degli imperatori Diocleziano e Massimiliano. Subì il martirio per la fede di Cristo nelle nostre terre, durante il secolo III, e fu tra i primi martiri della gloriosa legione.

Il suo corpo nell'anno 906 fu traslato nel Duomo di Torino dai monaci di Novalesa sfuggiti alle barbariche incursioni dei Saraceni, mentre il suo capo fu dai medesimi Monaci donato alla Cattedrale di Ventimiglia.

Da quel remoto secolo San Secondo ottenne grandissima venerazione nelle nostre terre subalpine.

Torino e Ventimiglia lo elessero loro Patrono.

Il 27 luglio 1577 il Papa Gregorio XIII concesse singolari indulgenze all'altare del Santo nella Cattedrale di questa città.

A Torino il Municipio, per voto pubblico fatto durante la peste del 1630, edificò nel Duomo l'altare che ne contiene le Sacre Reliquie.


San Secondo disegnato da Rosina Cena

 

S. Antonio Abate

Vista l’antica tradizione agricola, la frazione festeggia anche Sant’Antonio Abate protettore degli animali, che ne rappresenta il secondo patrono.

Sant’Antonio Abate nacque in Egitto verso la metà del III secolo da ricca famiglia.

Alla morte dei genitori distribuì le sue sostanze ai poveri e visse per più di ottant’anni in diverse parti del deserto egiziano, raccogliendo intorno a sé numerosi discepoli, che costituiscono il più illustre nucleo del monachesimo orientale.

Nei primi anni del suo ritiro nel deserto ebbe a sopportare terribili tentazioni dal demonio. Morì verso il 356.

Le usanze e le credenze relative a questo popolarissimo Santo traggono motivo da alcuni elementi della sua leggenda, specialmente delle sue tentazioni famose.

Forse da primitive rappresentazioni di Sant’Antonio Abate in lotta con i diavoli o con un diavolo accanto in figura di porco, la fantasia popolare gli associò l’idea della protezione degli animali. Viene festeggiato il 17 gennaio.

Nella Frazione Mosche fanno riferimento a questo appuntamento, che cade in una domenica a metà gennaio, due priori che cambiano tutti gli anni e collaborano alle necessità della Chiesa locale.

Costituisce una simpatica consuetudine la distribuzione del pane di Sant’Antonio.

La Domenica di questa festa viene benedetto il pane e distribuito a tutte le famiglie così che il mangiare lo stesso pane unisce ed accomuna tutta la popolazione.